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Alessandro Natta

23 maggio 2007 Nessun Commento

“Illuminista, giacobino e comunista”, così Alessandro Natta amava definirsi e, crediamo, gli sarebbe piaciuto essere ricordato. Natta è stato il prototipo culturale e politico del dirigente e militante del Partito Comunista Italiano per oltre un cinquantennio di vita italiana repubblicana e democratica.

Rigore morale, fedeltà alle istituzioni, preparazione culturale e politica, abilità oratoria e grande orgoglio di parte (senza però mai cadere nella faziosità) sono stati i tratti fondamentali della vita pubblica e privata del successore di Enrico Berlinguer alla guida del Pci. Come per gli altri dirigenti del Partito di Via delle Botteghe Oscure, la vita privata era scissa da quella pubblica.
Mai una foto compromettente, mai sfarzi e mondanità mai, per dirla con le parole di Pajetta, “parole come corna ed amante”. Alessandro Natta nasce il 7 gennaio 1918 a Oneglia. È sestogenito di una famiglia di commercianti. Siamo all’inizio del XX secolo e Oneglia ai tempi è una città rossa. Natta è socialista e trasmetterà la sua fede nell’uguaglianza e nella giustizia sociale.

Compie studi umanisti frequentando alla Scuola Normale di Pisa, Università prestigiosa in cui negli stessi anni si laureano uomini come Carlo Azeglio Ciampi, Calogero, Viserbelli, Antonio Maccanico. […] Dopo l’8 settembre rifiuta di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e viene deportato in Germania dove rimarrà internato fino alla conclusione della guerra. Da questa esperienza rimarrà profondamente segnato tanto da raccogliere tutti i suoi ricordi in un volume autobiografico in cui ricostruisce le peripezie e la tragedia degli internati italiani nei lager del III Reich. […]
Consigliere comunale di Imperia dal 1946 al 1960, fu eletto deputato nel 1948 nel collegio di Genova Imperia La Spezia nelle liste del Fronte Popolare. Per il Pci, Natta viene eletto alla Camera dei Deputati nel 1948. Deputato per dieci legislature ha diretto il settimanale “Rinascita”, è stato capogruppo del Pci alla Camera fino al 1979. Sempre eletto nella sua Liguria, sempre nelle liste del suo Pci, unico partito della sua lunga vita politica.
All’interno del Pci compie l’intero cursus honorum. Nel 1962 entra nella Segreteria del partito e nel 1963 nella Direzione. Vi rimarrà fino allo scioglimento del Pci. All’interno del Pci si schiera sulle posizioni del segretario Togliatti. Natta è un “centrista” per definizione: cerca il dialogo con le altre componenti del partito e con le altre forze democratiche del Paese (laici, cattolici e socialisti). È favorevole al cambiamento e alle innovazioni, ma senza accelerazioni passionali e irrazionali. […]

È in questi anni che Natta incontra Enrico Berlinguer, altro delfino di Togliatti che, alla morte del leader diviene vicesegretario del nuovo leader comunista Luigi Longo. Sia Natta, sia Berlinguer condividono i due pilastri base della togliattiana “Via italiana al socialismo”: indipendenza internazionale del Pci (anche dalla “casa madre” di Mosca) e rinnovamento nella continuità. […] Nel biennio 1975-’76 il Pci raggiunge il suo massimo storico e diviene indispensabile il dialogo con la Dc. […]
La Solidarietà nazionale sembra essere l’anticamera dell’entrata del Pci nel governo, il coronamento di quel Compromesso storico, che dal 1972 era il sogno e il progetto politico di Berlinguer. Il rapimento e l’assassinio del Presidente della Dc Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse porrà fine a questo ultimo ed estremo tentativo di riformare la politica e l’economia italiana dall’interno del sistema politico. Nelle elezioni per la scelta del nuovo Presidente della Repubblica nel 1978 è tra i “grandi elettori” di un altro grande ligure, Sandro Pertini, l’anziano esponente socialista che saprà ridare lustro alla massima carica repubblicana e fiducia al popolo italiano. […]

Gli anni e la salute spingono a Natta ad imboccare la via del ritiro dal palcoscenico della politica, ma il 10 giugno del 1984 il leader comunista Enrico Berlinguer è colpito da un ictus cerebrale durante un comizio a Padova. Natta viene richiamato a far da collante al gruppo dirigente e a rappresentare il proprio partito nelle ultime uscite pubbliche in occasione delle imminenti elezioni. […] Il Pci, per la prima e unica volta nella sua storia, supera la Dc nelle urne. Il 24 ottobre 1984 Alessandro Natta è eletto alla Segreteria del Pci. Continuerà la linea politica del Partito seguendo quanto seminato dal suo illustre predecessore. Nel 1988 a causa di divergenze politiche e problemi di salute viene sostituito da Achille Occhetto al vertice del Pci. […]

Nel 1991 il Pci diviene Pds. Natta (contrario alla ‘svolta’) si ritira dalla vita politica privata, i suoi interventi sono sempre più rari, ma non perdono di incisività. Nel 1996 saluta la vittoria di Romano Prodi e delle forze del centrosinistra. Nel 1998 critica la decisione del leader del Prc, Fausto Bertinotti, di togliere la fiducia al governo Prodi. Malato, anziano, deluso sempre più dalla politica italiana, tende a chiudersi sempre di più nella sfera privata e dei ricordi. L’Italia sembra essersene dimenticata.
Nella primavera del 2001 l’ennesima disfunzione cardiocircolatoria lo strappa all’affetto dei suoi cari e dalla sua grande passione, la politica. Era il 23 Maggio.

liberamente tratto da una breve biografia di L. Molinari

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