Razzismi d’alto bordo

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Facebook ha tanti pregi ma anche tanti difetti.

Per esempio ha dato a tutti quelli provvisti di una semplice connessione internet (fissa o mobile) e del pollice opponibile la possibilità di diffondere panzane senza troppa fatica (noi compresi).
Prendiamo ad esempio un recentissimo caso (e caos) imperiese: a seguito della richiesta della Prefettura di individuare “un sito sul quale realizzare un Centro di Smistamento per immigrati“, il Comune risponde:

In accordo con Prefettura, Questura, ASL il Comune di Imperia ha individuato nell’ex campetto di calcio abbandonato di San Lazzaro la sede temporanea per la realizzazione di tale struttura.

Apriti cielo! Una sollevazione popolare e un mare di proteste che monopolizzano per giorni gli organi di informazioni locali. L’uomo nero torna a terrorizzare le notti imperiesi, un uomo nero probabilmente anche puzzolente e malaticcio. Una vergogna per molti.

Anche per la signora Barbara Ghilardi, moglie dell’industriale oleario Lucio Carli, che in uno slancio di altruismo e per venire incontro alle rimostranze dei suoi umili concittadini fonda (su Facebook) il gruppo “No al centro di accoglienza S. Lazzaro Im“. Il gruppo raggiunge in pochi giorni un discreto numero di iscritti (anche illustri) ma nel contempo (visto che Facebook è tutto fuorché una pillola RU-486 per possibili mamme di idioti incinte, ndr) si riempie di commenti sempre più intolleranti e offensivi.

A questo punto il giornalista di Repubblica Marco Preve nota la deriva razzista e sul suo blog pubblica un post intitolato “Imperia, no ai clandestini si alla ‘ndrangheta” nel quale scrive:

“Bisogna prendere cani e porci e poi mantenerli pure ed infine accoglierli pure ad Imperia ovviamente vicino a strutture pubbliche. Complimenti al governo e all’amministrazione imperiese!!!” E’ uno dei post neppure tra i più vergognosi che compaiono sulla pagina Facebook creata a Imperia dalla signora Barbara Ghilardi. […] Ci sarebbe solo da chiedersi perché questo attivismo per paura di un virus e contro il degrado cittadino non sia mai stato praticato per contestare o fermare il degrado morale della politica locale o il radicamento della mafia calabrese nei loro territori. Ma forse sarebbe bastata anche una paginetta contro un altro industriale illuminato, quel Colussi che chiude stabilimenti e tira su case. Mai visto un tweet, un post, un sms, un telegramma.

Riapriti cielo! La signora Ghilardi risponde stizzita al giornalista (la risposta e contenuta nel post di Preve) prendendo le distanze dai commentatori più volgari. Poi chiude il gruppo giustificando così la decisione:

Mi vedo costretta a chiudere il gruppo, creato su Facebook, perché la deriva che ha preso non ha nulla in comune con le sue intenzioni iniziali e, soprattutto, con la sensibilità della mia persona.

Morale della favola? Creare gruppi alla cazzo su Facebook può essere molto controproducente.

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5 commenti su “Razzismi d’alto bordo

  1. L'altra Imperia

    Avrà creato il gruppo col suo tablet tempestato di Swarovski!

  2. PIAZZADANTE23

    Certo che se fondi un gruppo e poi non moderi una piccolissima tirata di orecchie devi accettarla.
    Nei luoghi di confronto non dovrebbero vincere gli stupidi. Perchè non eliminare i commenti e portare avanti il gruppo? O forse la signora si è accorta di aver fondato un pessimo gruppo e ha cercato un modo per uscirne in bellezza? Dubbi.

  3. monica

    Penso l’ultima che hai detto ovvero la signora si è accorta della scivolata e, magari pure sollecitata della famiglia olearia, ha cancellato il gruppo. Ad Imperia gli equilibri sono molto delicati.

  4. millantatore

    filantropi in limousine che adottano bambini a due euro per far pace con la loro coscienza.

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