“Libera” a Savona è libera?

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Nella provincia ligure del grande buco nero, dove la mafia c’è da decenni, incide e decide, ma non la si vuole vedere e non la si nomina, se non in senso generale, del tipo “la mafia è brutta”, c’è una scena familiare che racchiude il tutto…

Prendiamo l’AUTORITA’ PORTUALE di Savona. Facciamo due esempi. Affidamento appalto per “Intervento di mitigazione del rischio idraulico del rio Pilalunga in sponda sinistra del torrente Quiliano”, per un importo contrattuale di 699.413,60 euro. Responsabile del Procedimento l’Ing. Flavio DESTEFANIS (lo stesso Responsabile Unico del Procedimento della devastante opera “PIATTAFORMA MAERSK”dove la principale impresa all’opera “GRANDI LAVORI – FINCOSIT” ha il presidente arrestato dal GIP di Venezia per la maxi corruzione del Mose). Quell’appalto da quasi 700 mila euro lo vince l’impresa cooperativa “SPEEDY”. Amministratore della stessa SPEEDY e Responsabile della sicurezza dell’impresa nel cantiere in questione risultava LO SCRUDATO Stefania. Direttore tecnico della “SPEEDY” (e legato alla LO SCRUDATO) era il COSTANZA Salvatore, arrestato nell’operazione “KAMARAT” per 416-BIS in quanto ritenuto affiliato all’associazione mafiosa Cosa Nostra ed in particolare facente parte della famiglia mafiosa di Cammarata. L’AUTORITA’ PORTUALE DI SAVONA davanti a tale contesto, con il COSTANZA posto agli arresti per 416-BIS, precisava che per quanto riguardava il loro cantiere non vi erano problemi perché anche se il COSTANZA (Direttore Tecnico della SPEEDY e legato all’Amministratore della stessa società) era in cella, i documenti formali dell’impresa, acquisiti nel 2011, erano regolari. Altro esempio. L’AUTORITA’ PORTUALE di Savona è nella “INTERPORTO DI VADO LIGURE SPA”. Chi, questa impresa, ha invitato ad alcune gare? Due esempi: – la CEMENT-BIT che risultava coinvolta nelle attività illecite al centro dell’inchiesta “DUMPER” della Procura di Savona (e che coinvolgeva in prima persona FOTIA Pietro con la SCAVO-TER) e che vedeva anche l’adozione da parte del GIP del TRIBUNALE DI SAVONA di misura interdittiva; – la CHIARO VINCENZO & C SAS che risulta indicata in molteplici Atti dell’Antimafia – a partire da quelli della Prefettura di Savona, nonché della D.I.A. – perché legata ad esponenti dei noti GULLACE e FAZZARI.

Dettagli direte voi… A SAVONA son tutti dettagli… I rapporti del PD con i FOTIA, ad esempio. Così come gli appalti alla cooperativa “IL MIGLIO VERDE” del PARADISO Leonardo assegnati dall’Amministrazione Comunale (con ATA SPA) e tante tante altre cose, come le varianti urbanistiche a favore dei DELLEPIANE, mentre il principale esponente familiare (e del GRUPPO DEMONT) è accusato di associazione a delinquere insieme a MAMONE Gino perché parte del “cartello di imprese” guidato dall’esponente della famiglia MAMONE per controllare (e definire) l’assegnazione di appalti e subappalti pubblici, come documentato dalla Guardia di Finanza nel inchiesta “PANDORA”.

Ecco, dettagli che sono sotto gli occhi di tutti ma tanto non vedono e che anche LIBERA non indica, non denuncia.

Eppure LIBERA a Savona c’è. La Referente Provinciale è Dina MOLINO, la moglie del citato Ing. Flavio DESTEFANIS dell’Autorità Portuale. Non vorrà porre le questioni per non mettere in difficoltà il consorte? Non si sa, si sa invece che nomi, cognomi e fatti a Savona non si fanno.

Una LIBERA poco LIBERA quindi di poter valutare serenamente ed indicare le criticità (e le infiltrazioni) nel Potere a Savona… Come, più in generale, quelle infiltrazioni, contiguità e connivenze che arrivano nel Palazzo della REGIONE LIGURIA (che finanzia LIBERA) o nelle grandi Cooperative, come COOPSETTE o UNIECO (che si fregiava di sponsorizzare LIBERA), che hanno selezionato, da lungo tempo, come fornitori proprio i FOTIA, come i MAMONE e qualche volta i PELLEGRINO. Lì, a Savona, come in generale in Liguria, fanno parate, convegni, distribuzioni di braccialetti e merchandising vario, ma nomi, cognomi e fatti, no… Denunce nemmeno, sia mai!

PS: Non è una battuta quella della distribuzione dei braccialettini. Questo è un fatto! Lo hanno dato, ad esempio, anche al sindaco di Albenga CANGIANO che la mafia (che lì c’è da decenni ed un galoppino dei noti FAMELI e GULLACE lo aveva pure candidato in una lista della sua coalizione) dice che lì non c’è… e non gli risulta nemmeno nel comprensorio.
Non ci credete che abbiano distribuito i braccialettini “antimafia”? Suvvia, di questa dirompente iniziativa “antimafia” né scrive anche “Repubblica“, con unarticolo di Giulia DESTEFANIS, figlia del citato Ing. Flavio DESTEFANIS e Dina MOLINO, Referente di LIBERA a Savona.

PPS: Ma poi la CISL, che ha portato le proprie bandiere in piazza contro l’interdizione antimafia ai FOTIA emessa dalla Prefettura, siede ancora nel Coordinamento provinciale di LIBERA a Savona?

via Casa della Legalità

Leggi anche “LIBERA a Savona (ed in Liguria) quanto è libera davvero?”

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Un commento su ““Libera” a Savona è libera?

  1. Francesco Gatti

    La situazione è ben riassunta nell’inchiesta dell’Espresso che avete segnalato

    “Le associazioni che si presentano come paladine della legalità sono centinaia ma non tutte sono affidabili. Anzi. La loro presenza e la loro attività rischiano di svilire il lavoro eccezionale di gruppi storici diventati paladini della lotta ai clan. Rapporti della polizia giudiziaria, racconti dei pentiti, inchieste dei magistrati, svelano che spesso dietro una pretesa onestà si nascondono interessi personali e, in alcuni casi, contigui con la stessa criminalità organizzata. Il tutto all’ombra di fondi pubblici, raccolte di beneficenza e, persino, utilizzo di beni sequestrati alle cosche. Una realtà allarmante su un tema delicatissimo”.

    spero non sia questo il caso!

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