Surace, Papalia e De Marte

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Ecco una parte della Relazione della Direzione Nazionale Antimafia dedicata alla Liguria. Nel passaggio che segue si parla della provincia di Imperia e nello specifico dei comuni di Diano Marina, Vallecrosia, Bordighera e Ventimiglia (con nomi e cognomi di famiglie influenti).

Considerato che il comune degli aranci amari da anni è nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova (si sospetta che l’amministrazione comunale possa aver subito condizionamenti da parte di esponenti legati ad associazioni criminali) sarebbe d’uopo leggerne almeno qualche riga. [via Casa della Legalità]


La provincia di Imperia infatti si estende su un territorio di circa 1.100 kmq., comprende 67 Comuni e conta una popolazione di circa 222.700 abitanti. E’ terra di confine ed è quindi, come ampiamente evidenziato, territorio estremamente problematico e permeabile alle infiltrazioni criminali. Come è ben noto infatti è proprio quel territorio che è caratterizzato dalla presenza di una comunità di origine calabrese molto radicata e numerosa e per la maggior parte onesta ed operosa, pervenuta negli anni 50 del secolo scorso a seguito dei flussi migratori.

Nonostante queste positive presenze non può non richiamarsi la attenzione su alcune famiglie legate alle cosche già coinvolte, nei territori di origine, in vicende giudiziarie per associazione mafiosa e, per tale motivo, spesso colpite anche da provvedimenti di soggiorno obbligato.

E confermare come di seguito la loro influenza:

Diano Marina: famiglie SURACE, PAPALIA e DE MARTE;
Bordighera: famiglie PELLEGRINO e BARILARO;
Vallecrosia: famiglia MARCIANO’;
Ventimiglia: MARCIANO’, BARILARO e PALAMARA.

Lo sforzo investigativo profuso in questi ultimi anni dalla forze dell’ordine ha consentito di costituire un capitale informativo molto importante, che ha incrementato la conoscenza dell’economia criminale e consentito di adottare adeguate strategie di contrasto.

Ma la strada da percorrere è ancora lunga e soprattutto non consente arretramenti o chiusure, con la avvertenza che l’autorità giudiziaria arriva sempre troppo tardi e che il processo penale per sua natura ha dei limiti: si occupa di fatti specifici e di responsabilità individuali che devono necessariamente essere provate caso per caso, a cominciare dalla consapevolezza che l’interlocutore è un mafioso.

L’auspicio non può che essere che, dal rinnovato assetto della geografia giudiziaria, cui dovrebbe però corrispondere un rafforzamento delle risorse, non possa che derivare un rinnovato impegno delle Istituzioni, ciascuna per le sue competenze, nel contrasto della illegalità e della criminalità.

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4 commenti su “Surace, Papalia e De Marte

  1. robynho

    ci preoccuperemo dopo il terzo grado, tra 15 anni, quando tutto sarà irreversibile.

  2. baudine

    Il problema del dianese non è la criminalità organizzata.
    Il vero problema è il traffico, soprattutto adesso che la linea ferroviaria è bloccata e tutti si spostano in macchina o in bus!!!!!

  3. dianese

    e se per una volta vedessimo la mafia non come un problema ma come un’opportunità?

    scherzo!!! non vorrei trovare domani un carretto siciliano pieno di agrumi in salotto e distese di tappeti rossi fuori dalla porta di casa.

  4. Angelo

    che brutto periodo per i dianesi, pensare che doveva diventare la montecarlo della riviera dei fiori!

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