La ‘ndrangheta del ponente ligure

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La ‘ndrangheta non è una chiacchiera da bar, al bar forse è meglio parlare di calcio.
Anche perché a seconda del bar in cui ti trovi, tirare fuori certi discorsi potrebbe costarti l’esclusione dalla squadra di freccette.

Ma questo primo maxi processo ponentino contro la mafia, che vede alla sbarra 36 imputati tra cui il boss ventimigliese Giuseppe Marcianò (detto Zio Peppino), dovrebbe stimolare la nostra curiosità. La mafia, a differenza della ferrovia a monte, esiste ed opera.

Il processo “La Svolta“, iniziato il 19 dicembre scorso, prosegue nonostante i malori di Zio Peppino e le trascrizioni birichine. E come in ogni processo per mafia che si rispetti non possono mancare le minacce:
minacce al Pubblico Ministero Giovanni Arena e minacce al presidente della Casa della Legalità di Genova Christian Abbondanza [quel cornuto di Ventimiglia (il blogger Marco Ballestra, ndr) e Savona” (Abbondanza, ndr). Dovrebbero aspettarlo e non lo devono ammazzare, ma gli devono tagliare la faccia, perché sta facendo troppi problemi].

Al pm Giovanni Arena è stata assegnata giustamente una scorta, a Christian Abbondanza un ferro di cavallo. Scrive Abbondanza:

Ad oggi non è stata disposta alcuna scorta per il Presidente della Casa della Legalità. Il silenzio delle Istituzioni è assoluto, così come quasi assoluto è il silenzio dei media su queste nuove minacce esplicite. Il figlio del capo-locale ha detto in aula chi bisogna colpire, lo ha fatto ben sapendo che era sentito e che sarebbe stato (come è stato) denunciato. Le Istituzioni (a parte la Procura) tacciono, immobili… ed anche se resteranno immobili noi andremo avanti. Non ci si piega alle intimidazioni ed alle minacce.

Gli fa eco Marco Preve, giornalista di Repubblica, che sul suo blog scrive:

Comunque sia, a Christian nessuno ha ancora ritenuto di dover garantire una forma di protezione. Neppure, una qualche autorità ha ritenuto di dover manifestare solidarietà, per farlo sentire meno solo. […] Vuoi vedere che lo status di minacciato è riconosciuto solo a chi appartiene al salotto buono? Agli altri, gli sfigati, non resta che toccare ferro.

Sulla vicenda interviene anche l’associazione Libera che esprime la propria solidarietà:

Nel corso del processo, magistrati, testimoni e Christian Abbondanza, presidente della Casa della Legalità, presente tra il pubblico, sono stati oggetto di minacce e intimidazioni. Libera Liguria esprime loro la propria solidarietà e ribadisce la fiducia che lo Stato, in tutte le sue componenti, proseguirà nei propri compiti di tutela della Legge.

La nostra solidarietà a tutti i minacciati da Zio Peppino & C.

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