Botta di (mala)vita

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Solitamente si dice “non si possono perdere certi treni” e puntini puntini puntini. Da noi i treni manco passano quindi ciccia. Ci risparmiamo anche la frustrazione per una possibile occasione persa.

Comunque il nostro caro e vecchio ponente non vuole restare indietro, non vuole essere l’ultima ruota del carro settentrionale. Il problema è che scarta/scarta abbiamo toppato l’ambito nel quale distinguerci…

Siamo diventati un’eccellenza ma a livello di infiltrazione mafiosa. Si voleva investire sul turismo sportivo (per i più gggiovani) e sull’elioterapia (per i vecchi bacucchi) ma per accedere ai finanziamenti europei sarebbe servito partecipare a qualche bando e scrivere dei buoni progetti ma dalle nostre parti, dopo Italo Calvino, non si è più trovato uno scrittore decente (basti pensare a Libereso Guglielmi che ancora campa sulla storia di essere stato il giardiniere del padre di Calvino… manco di Italo).

Nei decenni ci siamo impigriti e crogiolati. Il nostro slogan è diventato “Ti piace vincere facile?” con le conseguenze che abbiamo chiare e butterate sotto gli occhi.

Prendiamo il caso di Diano Marina… da “Montecarlo della Riviera” a polveriera, il tutto in poco più di un ventennio (il canto del cigno fu il 90-60-90 di Andrea “Munch” Guglieri). Inchieste di qua, inchieste di la, dimissioni indotte, società criptiche, nomine dubbie e ciclici scaricabarili.

L’ultimo caso proprio pochi giorni fa.

Bruno Manitta prima viene inquisito per falso, abuso d’ufficio e peculato. Si dimette dalla carica di assessore ma resta consigliere (dalla sua parte sia il sindaco, sia un manipolo di simpatizzanti). Dopo qualche giorno viene nuovamente indagato, questa volta per estorsione. Il sindaco Chiappori ne chiede le dimissioni anche da consigliere, lui si rifiuta e minaccia di creare un gruppo autonomo in consiglio comunale. A questo punto Giacomino sbotta e dichiara:

Ho chiesto a Manitta di dimettersi dalla carica di consigliere comunale per dare un segnale alla cittadinanza e agli inquirenti. […] Qui non c’è niente da andare a scoprire, se andavano tre anni indietro forse c’era qualcosa da scoprire ma non certo io la tirerò fuori quella roba lì perché, lo ripeto, non entro nel guano.

Ma chi governava tre anni fa la città degli aranci amari? Ma certo! c’era l’amico Angelino Basso, il giornalista prestato alla politica e mai più voluto indietro. Un esplicito j’accuse di Giacomino all’ex giunta pidiellina, una giunta dalla querela facile sulla quale negli anni si è provato ad indagare disordinatamente senza risultati tangibili.
Ma questa è tutta un’altra storia… o forse no!?

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4 commenti su “Botta di (mala)vita

  1. malagna

    hanno anche dato fuoco ad una macchina l’altra notte alle 4strade. autocombustione?

  2. Alessandro

    che sia dovuta intervenire l’antimafia dimostra quanto si sia stato sottovalutato il problema nel corso degli anni.

  3. Pinco Pallo

    È colpa del brutto tempo! Con tutta l’acqua che è scesa quest’anno ci sono infiltrazioni dappertutto!

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