Sono Cascino e non contavo un belino

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C’è un nuovo personaggio buffo in Regione Liguria, l’assessore all’urbanistica Gabriele Cascino. Esponente dell’Italia dei Valori, dopo anni di anonimato in consiglio regionale, dimissioni dopo dimissioni, a fine 2012 si ritrova di botto assessore:

Credo di essere stato nominato all’urbanistica per le mie competenze giuridiche. Mi metto subito al lavoro perchè le pratiche da affrontare sono moltissime.

O forse perché i “presentabili” erano finiti. Comunque lode a Gabriele che è anche un nostro conterraneo (originario di Praia a Mare (CS), dall’età di 5 anni risiede a Taggia). Ma perchè tanto interesse intorno alla figura di Gabriele fino all’altro ieri silente sieditore regionale?

La colpa è del pasticciaccio Piano Casa regionale, data di scadenza 31 dicembre 2013 ma prorogato fino al 2015 su proposta dello stesso Cascino. Un disegno di legge approvato nel 2009 è definito già ai tempi “Il Piano casa peggiore d’Italia“.

Ecco il pensiero di Marco Preve sull’argomento:

L’assessore all’urbanistica della Regione Liguria Gabriele Cascino aveva avuto l’occasione di trascorrere i suoi anni da consigliere regionale nel più totale anonimato. Nessun guizzo di genio ma neppure guai giudiziari. Poteva starsene lì bello tranquillo, uno che gli uscieri non lo avrebbero riconosciuto manco all’ultimo giorno di mandato. Insomma una mediocrità totale , ma ottimamente retribuita, che oggi per la classe politica è un valore aggiunto. Poi ci si è messa la sorte a fargli lo sgambetto.

Quella specie di corte dei miracoli che è il suo partito (ma esiste ancora l’Idv?) è andato in pezzi tra inchieste giudiziarie, scontirni di mutande e repentini salti della quaglia di gente abituata a tripli salti mortali. Così il nostro Cascino si ritrova all’improvviso assessore all’urbanistica. Totalmente ostaggio di un ufficio retto da un indagato da un lato, e in balia delle indicazioni (ordini?) del suo presidente dall’altro. Avevo già parlato di lui per la genialata delle varianti “sostanziali” e “non sostanziali”, una scorciatoia per rendere più facile ai sindaci nuovi interventi immobiliari. Ma oggi Cascino decide di lasciare un segno nella storia della Liguria. Un’altra vagonata di cemento che porterà la sua firma. >> continua su “Trenette e Mattoni” <<

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