Italiani: pizza, mandolino e Tares

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Ci sono due vicende che stanno monopolizzando l’informazione locale in questi ultimi giorni. Due storie molto italiane, o per meglio dire molto italiote.

Tares imperiese

Il comune invia le cartelle esattoriali della spazzatura e scoppia il caos. Tariffe alle stelle e sollevazione popolare da parte dei commercianti che nella giornata di giovedì (poi inizia il weekend lungo a Limone) organizzano un presidio e “assaltano” il comune. Tra un “vaffanculo” ed uno scatto d’ira di Strescino si arriva alla conclusione che:

la colpa è di tutti ma anche di nessuno… tutti sapevano ma nessuno sapeva… io avevo intuito qualcosa è l’ho sussurrato in klingon al mio cane, colpa sua che non lo ha scritto sul suo blog… la zuppa di zucca con panna e pancetta è meglio.

Da bravi italiani i solerti impiegati comunali rivedranno le tariffe e i commercianti torneranno serenamente a chiudere i weekend (comunque un giorno o l’altro qualcuno ci spiegherà a cosa servono le associazioni di categoria).

Dimissioni dianesi

L’assessore dianese all’arredo urbano Bruno Manitta viene indagato per falso, abuso d’ufficio e peculato dalla procura e si dimette. Con lui indagati anche tre operai comunali. Secondo gli inquirenti gli operai avrebbero eseguito a pagamento lavori extra a privati nell’orario di lavoro e utilizzando mezzi della pubblica amministrazione.

“Ma le dimissioni non sono una cosa tipicamente italiana” obbietterà la signora Mafalda rosolando le cipolle. Infatti… l’italianità non è da ricercare nel nobile gesto del probo Manitta, italianopizzaemandolino (o italiota) è l’operaio comunale che nell’orario di lavoro va a spurgare le fogne dell’amico ristoratore in cambio di un primo di pesce e del vino o che va a potare gli ulivi del fratello geometra in cambio di cento euro. E’ una prassi consolidata, una tradizione e si sa quanto a noi italiani stiano a cuore le tradizioni.

Comunque la nostra solidarietà va all’innocente finoaprovacontraria Bruno e al sindaco Giacomino Chiappori che durante la conferenza stampa di ieri si è lamentato pubblicamente degli organi di informazione locali che a suo dire darebbero troppo rilievo alle beghe giudiziarie dimenticandosi di raccontare che in via Roma l’amministrazione ha sostituito un vaso. Vi siamo vicini.

UPDATE: i tre operai indagati sono Alberto Calcagno, Riccardo Pizzorno e Fabio Tallone. I tre componenti della squadra del Comune di Diano Marina addetta alla riparazione delle fogne rischiano l’interdizione dal lavoro se verranno accettate le richieste del pubblico ministero.

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4 commenti su “Italiani: pizza, mandolino e Tares

  1. michele

    mi spiace per Manitta anche perchè è stato l’unico che in questi mesi ha concretamente lavorato per la città. Sono ancora convinto della sua buona fede.

  2. Pinco Pallo

    Ho fatto 60 ore di lavoro socialmente utile l’anno scorso proprio in quel ufficio e con quelle persone “indagate”. Posso solo dire che sono brave persone e che nelle condizioni in cui li fanno lavorare va già bene se riescono a fare gli interventi di routine…altro che extra!

  3. Bruno R.

    dov’erano i vari servalli, indulgenza, grosso e russo in questi mesi. ora sembrano caduti dal pero. le cose sono due: o sono fuori dal mondo, o sono distratti e opportunisti e cavalcano il malumore come i peggiori populisti. anche le pietre sapevano che la colussi avrebbe abbandonato la nave che affonda, evidentemente i salotti sono ancora troppo confortevoli e lontani dalla realtà.

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