Scajola reloaded

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Dopo mesi di silenzio e meditazione (a parte qualche capriola nella politica locale durante l’ultima campagna elettorale imperiese) Claudione Scajola torna a parlare di politica con la jota maiuscola. Lo fa concedendo una lunga intervista-confessione al quotidiano online “L’Inkiesta” nella quale parla un po’ di tutto, dalla casa con vista sul Colosseo alla resurrezione di Forza Italia. Eccone un sunto (con annotazioni):

Claudio Scajola rialza la testa. Perché ha deciso di tornare sulla scena politica?
Una piccola premessa. Quando in passato mi sono dimesso da ministro, l’ho sempre fatto per una motivazione fondamentale. Di fronte a una strumentalizzazione e un grande clamore, per rispetto nei confronti delle istituzioni ci si mette da parte. Perché non c’è chiarezza fino a quando tutti i dubbi non vengono dissipati. Ho fatto così quando mi sono dimesso da ministro dell’Interno nel 2002. E seguendo la stessa logica ho agito dieci anni dopo, quando è scoppiato il caso della famosa casa al Colosseo.

Avete notizia di qualche dubbio dissipato?

Cosa resta oggi del procedimento sulla casa al Colosseo?
Quando è iniziata questa storia sembrava quasi che Scajola fosse il capo della cricca. Ma in pochi ricordano che a Perugia l’inchiesta è stata archiviata dopo un anno e mezzo e io non ho ricevuto nemmeno un avviso di garanzia. Ironico, non crede? Sono stato condannato sui giornali, ho espiato la mia pena dimettendomi da ministro, ma non ho mai ricevuto neppure un avviso di garanzia. Dopo tre mesi è stato riaperto un fascicolo a Roma, ma solo per finanziamento illecito. Sono andato a tutte le udienze, adesso siamo vicini alla fine. La sentenza dovrebbe arrivare nei primi giorni di gennaio. […] non le nego che mi è scappata una lacrima, e non mi capita di frequente, quando i testi dell’accusa sono sfilati davanti al giudice e hanno detto tutto l’opposto di quello che era uscito sui giornali. Non ho mai dato assegni che non fossero miei, non ho mai ricevuto soldi.

Claudio Scajola dovrà attendere l’inizio del nuovo anno per poter conoscere il verdetto del tribunale di Roma. La sentenza, inizialmente attesa per il prossimo 23 dicembre, è slittata a gennaio per impegni del giudice. Il rinvio avrebbe provocato il disappunto dell’ex ministro che, convinto di ottenere l’assoluzione, contava di passare il Natale senza pensare a grattacapi giudiziari. In alternativa, il politico imperiese punta alla prescrizione. Con un coup-de-théâtre da maestro Scajola ha estratto dal cilindro un documento del Dipartimento di sicurezza del ministero dell’Interno che dimostra come lui, il 23 marzo 2005, abitasse già nella casa. Quel giorno la sua scorta fu spostata in via del Fagutale. Questo retrodaterebbe di un anno il conteggio della prescrizione che, secondo i pm, dovrebbe invece partire dalla primavera del 2006. Risultato: il reato sarebbe estinto. fonte L’Espresso

Lei viene annoverato tra i lealisti. Meglio, tra i falchi. È un ruolo in cui si ritrova?
Io apprezzo la lealtà. Intendiamoci, non la fedeltà dei cani, ma la chiarezza delle posizioni. Due anni fa, per superare una difficile situazione al governo, proposi al Cavaliere di dare vita a un gruppo parlamentare che volevo chiamare “Azzurri per la libertà con Berlusconi”. Lui mi chiese di non farlo, perché avremmo finito per ledere l’unità del partito. Ho obbedito. Ho fermato quel progetto per lealtà a Berlusconi, a cui dovevo tutto.

Il Falco della Riviera!

Intanto per il Cavaliere si avvicina la decadenza dal Senato
Sarò controcorrente, come sempre. Ma penso che uno dei danni della seconda Repubblica sia stata l’abolizione dell’immunità parlamentare.

Com’è il detto? Meglio un colpevole fuori che un onorevole dentro!?

Se si torna alla urne chi si candida al posto del Cavaliere?
Il primo errore è pensare che qualcuno possa sostituire Silvio Berlusconi. Un leader carismatico non si sostituisce.

Amen!
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Un commento su “Scajola reloaded

  1. Lorenzo

    ho visto la sua faccina sorridente al congresso di forza italia, il crollo del pdl permette a molti il riciclo.

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