Non è un paese per banchetti

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Dopo aver trascorso un “bucolico” pomeriggio in coda su Capo Berta (direzione Imperia) causa Olioliva, io ed il mio amico Attilio, geometra e aspirante assessore alla viabilità di un comune a vostra scelta, interrogandoci sul perché di tanta “congestione” siamo arrivati a questa fosca conclusione.

“Imperia non è fatta per ospitare fiere ed eventi”.

Anche io da piccolo sognavo di fare l’astronauta ma tra vertigini, miopia congenita e una spiccata tendenza alla dissolutezza ho dovuto optare per una professione meno ambiziosa. Imperia dovrebbe fare lo stesso, ridimensionarsi e limitarsi ad ospitare piccoli mercatini, festival delle bomboniere e artisti di nicchia.

lettigaImperia è una cittadina concepita male, probabilmente fondata da una specie di comunità Amish che non credeva nel futuro della ruota e che per questo ha progettato un abitato a misura di lettiga romana (vedi illustrazione).

Anche gli amministratori locali, che in questi anni si sono ostinati a congestionare il traffico con le iniziative più disparate, dovrebbero mettersi il cuore in pace. Se proprio hanno voglia di organizzare qualcosa , lo vadano a fare da qualche altra parte (possibilmente una cittadina meglio strutturata).

Una città “responsabile” non dovrebbe mingere fuori dal pitale e farsi promotrice di iniziative troppo lontane dalla propria natura infrastrutturale, culturale e ambientale.

Sull’argomento ha fatto scuola il caso di Masone. Nel 2004 l’allora assessore al verde pubblico Federico Bisnardi presentò in giunta il progetto della “Fiera del Sole“. Fu bocciato all’unanimità (lo stesso Bisnardi, dopo aver scostato leggermente le tendine della finestra, si accorse dell’ossimoro metereologico e votò contro).

Gli amministratori imperiesi dovrebbero fare lo stesso, scostare leggermente le tendine, crogiolarsi alla vista del porto più bello del mediterraneo e poi, al massimo, organizzare una pizzata.

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3 commenti su “Non è un paese per banchetti

  1. mister x

    sono uno di quelli che ha beccato il caos massimo, un’ora e mezza di coda a passo di lumaca fino alle carceri, appuntamento saltato, nervoso e tanto amore per quei geni dell’amministrazione imperiese che ho più volte ringraziato con parole che forse è meglio non riportare in questo commento.

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