L’Autostrada dei F(i)ori

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Quante volte avrete incontrato un bel cartello giallo con l’omino pala-munito o un messaggio luminoso che vi suggerisce di rallentare causa lavori in corso.

L’Autostrada dei Fiori è un cantiere unico senza soluzione di continuità, da Genova a Ventimiglia. Quasi non li segnalano più i lavori, tanto parti già preparato psicologicamente, accendi la macchina e sai benissimo che saranno cento chilometri di corsia unica, cambi di carreggiata, ed il solito sbandieratore che ormai è uno di famiglia.

Ma perchè tutti questi cantieri?

Per anni ci hanno raccontato che la colpa era  dei tanti viadotti, delle innumerevoli gallerie, del  corrosivo salino del mare… poi è arrivato il corvo:

Il “corvo” vuota il sacco sugli appalti dell’Autofiori

Il Secolo XIX del 21 Ottobre 2013

Ha fatto nomi. Mostrato documenti. Fornito precise indicazioni sul “sistema” di gestione, o meglio di spartizione, dei subappalti dell’Autostrada dei Fiori. È durato oltre due ore l’interrogatorio del supertestimone dell’inchiesta della procura di Imperia per turbativa d’asta che il primo ottobre ha visto scattare una serie di perquisizioni da parte degli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, guidati dal colonnello Sandro Santioni, nella sede della società e di una ditta subappaltatrice, la “Icoel srl”, specializzata in impianti elettrici, e la notifica di otto avvisi di garanzia, due dei quali all’amministratore della stessa “Icoel srl”, l’ingegnere Gianfranco Varano, e alla figlia di questi, Raffaella, socia e allo stesso tempo dipendente dell’Autofiori.

L’ipotesi della Procura – l’indagine è stata avviata dal pm Maria Antonia Di Lazzaro – è che gli appalti con affidamento diretto dell’Autofiori, corrispondenti al 60 per cento del totale dei lavori dell’ente, dopo essere transitati dal gruppo Gavio finissero sempre alle stesse ditte. Tra cui la “Icoel srl”, composta da sette soci, compresa Raffaella Varano, che all’Autostrada dei Fiori aveva lavorato all’ufficio contratti con un incarico a tempo determinato.

Le perquisizioni erano state effettuate anche nelle abitazioni e negli immobili di proprietà dei sette soci, tra i quali compaiono altre due figlie dell’ingegnere Varano. Finora, i nomi delle altre sei persone indagate sono rimasti coperti dal massimo riserbo. Pochi giorni dopo il blitz, mentre i finanzieri stavano esaminando le carte e il contenuto dei computer sequestrati, sono arrivate le prime lettere del “corvo”.

Un professionista che avrebbe fatto a lungo parte del “sistema”, e che quindi lo conoscerebbe molto bene. Tanto da essersi reso subito disponibile a incontrare gli inquirenti.E a vuotare il sacco. L’interrogatorio è avvenuto nei giorni scorsi. L’uomo, alle Fiamme Gialle, avrebbe spiegato nel dettaglio quanto si era limitato ad accennare nelle sue lettere. Avrebbe in buona sostanza spiegato i meccanismi, in parte già noti ai finanzieri, grazie ai quali l’Autostrada dei Fiori avesse finito per affidare i lavori in subappalto alle solite ditte. […]

l’articolo completo su Il Secolo XIX.it

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