Dolce-Do it Better

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Che cosa sta succedendo in quel di Dolcedo. l’ameno paesello dell’entroterra imperiese?

4 notai indagati, 12 villette sequestrate (3 dissequestrate qualche giorno fa dal Tribunale del riesame) e 130 avvisi di garanzia. Dicono sia “il più esteso abuso che abbia mai riguardato l’entroterra della Riviera”, in una provincia dove gli unici primati sono le scimmie è una sorta di magra consolazione.

Siamo bravi a far male le cose. Anni di confino hanno portato la concentrazione di pirla ad un livello record. Secondo uno studio condotto nel 2011 dall’università scozzese di Strathclyde due ponentini su tre, interrogati sull’ora, si versano il caffè sui pantaloni. Un terzo non sa leggere l’ora.

L’intricata vicenda è addirittura finita sulle pagine (online, ndr) del quotidiano britannico Daily Mail che pubblica una dettagliata intervista ai coniugi Jane e Brendan Crossam, proprietari di una delle villette sequestrate.

Di seguito una parte dell’articolo (traduzione via ImperiaPost).

“Famiglia inglese obbligata a vendere la propria casa, del valore di 250 mila sterline, dopo che le autorità italiane l’hanno sequestrata in quanto costruita illegalmente su un terreno agricolo”. Questo il titolo dell’articolo pubblicato ieri, martedì 22 ottobre.

Dal servizio realizzato proprio a Dolcedo da un inviato dl quotidiano inglese, si evince che i coniugi Crossam si sono trasferiti a Dolcedo nel 2006, acquistando un college “dove pensavano di trascorrere le vacanze con i tre figli”.
Brendan e Jane raccontano che, dopo anni di battaglie legali, la loro casa è stata sequestrata dalla Polizia che ha dato loro 60 giorni di tempo per lasciare l’abitazione. I due coniugi hanno dovuto cedere la loro casa in Inghilterra in quanto costretti a pagare 20 mila sterline di spese legali e in quanto preoccupati di non poter concludere il pagamento del mutuo per il rischio di incorrere in una ingente condanna pecuniaria in Italia.

Brendan e Jane ricostruiscono anche la storia dell’acquisto della casa a Dolcedo. “Stavamo visionando diversi annunci su alcuni giornali per case sia in Italia che in Francia, ma le case francesi risultavano molto più care. Arrivati a Dolcedo, appena ci siamo affacciati sul terrazzo abbiamo guardato il panorama e abbiamo capito che quella sarebbe diventata la nostra casa. La casa, la posizione, la vista, con mio marito ci siamo guardati e abbiamo detto ‘è questa’”.

continua su ImperiaPost.it

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