Bravo Signor Ministro Scajola!

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Il Ministro Scajola, durante il suo giro elettorale nella città di Imperia, ha dichiarato una cosa sacrosanta: “Il porto di Oneglia è stato costruito dagli onegliesi e deve rimanere a loro. Il futuro porto di Imperia appartiene agli imperiesi”.
Bravo signor Ministro, siamo d’accordo con Lei e come Lei siamo contrari alla privatizzazione del porto, perché il porto deve rimanere un bene pubblico a beneficio della collettività imperiese e non in mano ad un ristretto gruppo di amici.

Attualmente, però, il porto di Oneglia è gestito dalla Porto di Oneglia S.p.A., partecipata da Carli, Isnardi, dalla famiglia Parodi, dalla Guatelli Immobiliare, dalla Desiderio srl, dalla Acquamare di Caltagirone, dalla M2 srl per il 90 % e per il restante 10 % alla Porto di Imperia spa, società, quest’ultima, della quale il Comune di Imperia detiene il 33 % del capitale azionario, mentre il restante 66 % è detenuto dagli stessi proprietari del 90 % della Porto di Oneglia S.p.A.. Insomma, la presenza della collettività imperiese nella gestione del porto di Oneglia è assolutamente irrilevante, pari al 33 % del 10 %.

Quindi, di fatto, il porto di Oneglia è stato privatizzato.

Inoltre le concessioni demaniali del porto di Oneglia sono state concesse alla Docsa e alla Deposito Franco, società che non utilizzano le concessioni per sviluppare un’attività commerciale e quindi non producono ricchezza e occupazione per la città di Imperia. Malgrado siano stati più volte richiesti, i piani d’impresa per lo svolgimento delle attività commerciali non sono mai stai presentati.

Tutto questo perché? Semplice, perché le due società sono state acquisite dalla Porto di Oneglia S.p.A.. Da ciò si evince che i titolari delle concessioni commerciali sul porto di Oneglia, essendo gli stessi soggetti impegnati nella realizzazione del nuovo porto turistico, non hanno alcun interesse ad utilizzare le concessioni commerciali, ma, anzi, preferiscono, per così dire, farle ‘morire’, volendo in realtà sviluppare l’attività turistica anche nel bacino commerciale di Oneglia.

A ciò va aggiunto che la Salso è stata acquistata dalla Porto di Imperia per liberare dai silos il bacino portuale di Porto Maurizio con l’impegno di trasferire i silos nel bacino di Oneglia e continuare così la pluriennale attività di importazione di olio dal Mediterraneo. Siamo ancora in attesa che gli impegni presi dal Comune di Imperia con la Regione Liguria siano mantenuti. Così come siamo in attesa che vengano creati quei posti di lavoro per i giovani promessi per la realizzazione del nuovo porto turistico. Nel mentre, va ricordato che l’unica ditta imperiese che ha avuto un appalto per i lavori nel porto turistico ha dovuto abbandonare l’appalto a causa del mancato pagamento da parte del Signor Caltagirone Bellavista di quanto dovuto ed è stata quindi costretta a mettere in cassa integrazione i propri operai.

Tutto questo dimostra che il porto di Imperia è già di fatto privatizzato e che la collettività imperiese ha ben poca voce in capitolo.

Caro Signor Ministro, le sue frequenti esternazioni circa l’opportunità di utilizzare il bacino commerciale di Oneglia come parcheggio di mega yacht ha determinato la perdita di notevoli opportunità di lavoro e di sviluppo per Imperia. Siamo quindi soddisfatti per le Sue recenti affermazioni sul porto di Imperia. Il porto è degli imperiesi e agli imperiesi deve tornare.

Il nostro porto è un bene pubblico e deve essere utilizzato per dare lavoro ai giovani e sviluppo alla città e non solo per creare utili per un ristretto gruppo di amici.

La Regione Liguria è d’accordo con Lei e farà tutto ciò che è di sua competenza perché ciò che lei ha affermato diventi realtà.

Franco Bonello
Consigliere regionale

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