Bed&Breakfast a Cervo

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Siamo ancora qui.

Siamo ancora seduti ad ammirare, le sere d’inverno e i pomeriggi sul mare, il borgo di Cervo Ligure. Sembra pure un Cervo a ben guardarlo.

Ha due corna… Dove? I campanili. Quello della chiesa che cattura lo sguardo e poi quello dell’oratorio. Non me ne vogliano i più. Non é blasfemo. Se si ha tempo di osservare. Un castello, piazzette caratteristiche, scorci ammirevoli tra ulivi e pinete, carruggi e via dicendo.
Manca a volte solo un poco di colore. Però é uno dei borghi più belli d’Italia… Chi sale e chi scende. Nei fine settimana, a Natale. A Pasqua. D’estate c’é chi preferisce il borgo al mare del porteghetto. E che bello ammirare Cervo dal mare? a mollo nell’acqua? Intanto il tempo passa.

Ma cos’ha Cervo? Chiediamo: “E’ caratteristico”, “Mi piacerebbe viverci. Tranquillità e calma. Lontano dai rumori”, “E’ carino”. Intanto il tempo passa. I localini si moltiplicano. Sempre meno gente del borgo abita il borgo. Sempre meno sedie sull’uscio si vedono. Sempre più negozietti s’incontrano. Sempre più versetti del corano s’ascoltano. Scompare l’accento sulle labbra. Scompare il dialetto, si crea una nuova atmosfera. Facciate, muri colorati, fiori, ambiente. Cosa ne penserà la nuova borghesia del borgo? “Creare occasioni”. “Creare turismo, turismo con la T maiuscola”. “Che spenda!!!”. “Abbiamo bisogno di quelli” Portofino ho visitato. Calma, tranquillità e negozi. In Novembre.

Seduto sulla scalinata dei corallini osserviamo il mare sbilenco. Ascoltiamo la nuova atmosfera. Pensiamo al futuro, guardando al passato. Cervo un enorme albergo. Ogni casa un bed, ogni cantina un breakfast. E che breakfast. E’ il futuro. Se si vuole andare avanti. E pensare che anni fa si progettava di fare del borgo un’enorme discoteca all’aperto tipo ECU.
Oggi qualcuno crede che il bello del borgo siano le viste, i carruggi, le piazzette, i castelli e sua maestà la chiesa. Basta questo per fare del borgo avvitato sulla roccia ciò ch’é (licenza poetica)? Tutti bed and breakfast. Il futuro. Ma a volte più dello sguardo può l’olfatto. A volte, per i più attenti, può l’udito, il tatto e via dicendo. Il camminare e pensare al passato a ciò che é stato e che può continuare ad essere. Basta solo non trasformare il paese in un’altra Portofino, Eze, Apricale ecc.
Conservare e diffondere l’idea, il soggetto non l’oggetto. di L.P.

PS: Ma quale di paese turistico piazza l’ufficio del turismo non é in basso, alla stazione dei treni, ma in cima, a fine tragitto? Il borgus Bormanii?

L’articolo in alcune sue parti è volutamente criptico.

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