Naturismo in riviera

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La Guida Michelino non è solo bar e ristoranti ma è molto di più. Questo primo TuttoCittà del naturismo in Riviera l’abbiamo pescato da internet (www.girando.it), il prossimo chissà.

GOLFO DIANESE: Il ritrovo più frequentato (specialmente da stranieri) è località Ciappellette a Cervo, ai piedi di Capo Mimosa: una località tanto impervia quanto suggestiva, sotto Villa delle Rose, raggiungibile soltanto a piedi dall’Aurelia, dopo aver scavalcato il guard-rail. Proseguendo nell’itinerario del nudo si arriva al tratto dianese dell’incompiuta, la litoranea tra Diano Marina e Oneglia dove – soprattutto in primavera – spiaggette, canaloni e anfratti naturali sono spesso il ritrovo non solo di naturisti ma anche di coppiette e gruppi di gay.
Il richiamo naturistico in questo caso nasconde spesso altre finalità e alcuni tratti di Incompiuta si trasformano in luoghi di ritrovo per effusioni a “luci rosse”. Curiosità: i frequentatori non sono giovani ma adulti, soprattutto anziani.

IMPERIESE: Un ritrovo “classico” è quello situato nella parte più nascosta della Galeazza. L’apertura – sia pure parziale – della litoranea, ha ridotto però notevolmente il numero dei frequentatori. Altri punti di ritrovo vengono segnalati a ponente di Imperia, verso San Lorenzo, sotto la ferrovia, in località Barbarossa e nella zona della torretta di Garbella. Non esistono strade di accesso e si deve scavalcare il guard-rail o la recinzione a mare dell’Aurelia.

SANREMO: Nudo integrale – ma si tratta di casi isolati – su alcuni panfili e yacht di Portosole al riparo da occhi indiscreti. Piccoli gruppi di naturisti vanno in cerca di tranquillità tra gli scogli e in alcuni anfratti del tratto Ospedaletti-Bordighera.

VENTIMIGLIA: Tra Latte e Balzi Rossi si trovano ben tre spiaggette, raggiungibili dall’Aurelia attraverso un ponticello. Il ritrovo per naturisti risale a oltre quindici anni fa, su iniziativa della Lega naturista Alpazur. Attualmente una delle spiagge è frequentata da gay, le altre zone sono occupate principalmente da famiglie e coppie. Le spiaggette ai confini con la Francia sono indicate anche sulle guide nazionali e internazionali dell’Associazione naturisti e su quella dei gay. “La nostra presenza è cresciuta di numero, ma sempre nel segno della tolleranza verso gli altri: noi li chiamiamo ‘tessili’, quelli cioè che vengono al mare in costume – spiega uno dei promotori dello spazio naturista – rispetto del prossimo e anche della natura: una volta la settimana ci premuriamo di pulire la spiaggia da rifiuti e cartacce”.
Il naturista racconta aneddoti curiosi sulla difficoltà iniziale e i controlli subiti nei primi anni dell’attività, compresa l’incursione in yacht di un noto esponente politico di una decina di anni fa, che voleva far cessare quel presunto “scandalo”.

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