Opinioni in punta di padella n°2

padella

Oggi parliamo di bollito.

Un piatto apparentemente facile, che nasconde, tuttavia, mille insidie. Ma anche una metafora, e neanche tanto velata. La scorsa volta la mia ricetta sul soffritto non ha suscitato le reazioni che speravo, almeno in ambito cervese.

Invece la Swatch mi ha chiesto di divenire testimonial di una nuova linea di orologi atomici. Ho rifiutato: il mio polso non è più degno di indossarne uno. Ma veniamo al piatto del giorno: il bollito si caratterizza per il fatto di essere bollito. Bella scoperta, potrebbe obiettare qualcuno. Ma è proprio così: a volte il cervello della gente va in ebollizione, è uno degli svantaggi dell’estate.

Un vantaggio è mangiare ghiaccioli. Mentre mangiavo il mio ghiacciolo al Barbera, l’altra sera, ho notato con piacere che i tabelloni delle affissioni comunali cervesi, di solito spogli e tristi, vengono riempiti di manifesti non pubblicitari pieni di scritte e messaggi.

Ho capito: il Futurismo non è morto. Viva Marinetti. Son tornate le “parole in libertà” e le accozzaglie gratuite di nomi aggettivi avverbi. E poi dicono che la cultura langue, a Cervo. Niente di più falso: c’è cultura gastronomica (siamo pieni di bolliti) e anche poetica. Appuntamento alla prossima affissione: zum tam crack!  di Mombo ’74

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