Guerra è bellum

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La guerra, in qualunque modo ve la raccontino, in qualunque modo l’arricchiscano d’umanità i telegiornali, i giornalisti ed i giornalai di partito, è male. Qualunque guerra anche quella che certi politici spacciano per CROCIATA in difesa dei diritti di libertà e legalità (non mi soffermo su come la parola crociata abbia significato OFFESA piuttosto che DIFESA già secoli or sono).

Ma la domanda che più di ogni altra strazia le nostre ancor pallide meningi è la seguente: si può spacciare la guerra per un’operazione LEGALE, o se preferite GIUSTA, o se meglio preferite DEMOCRATICA. Pare di si, o almeno la cosa è direttamente proporzionata a ciò che il sottosuolo racchiude, se il problema è un liquido nero ed oleoso ogni guerra è LEGALE…Quindi un conflitto Campania contro Calabria sarebbe deprecabile mentre una guerra Campania contro Basilicata (si dice che un po’ di petrolio ce l’abbia) avrebbe l’appoggio del nostro governo e di province confinanti d’estrema importanza strategica come la Puglia e il Molise.

Quindi i giudizi sulla guerra dipendono esclusivamente da quale paese diventa meta del bellico migrare? Nessuno lo dice ma tutti lo pensano, un bel segreto di Pulcinella! E pensare che una volta GUERRA si diceva BELLUM, troppo dolce pensarono in seguito, però nel vocabolario restano alcuni termini che conservano l’antica radice, per esempio BELLIGERARE e DEBELLARE, il primo a definire l’atto, il secondo ad indicare un possibile obiettivo; ma perché per una volta smetterla di debellare la pace, puntiamo a debellare la guerra. Fortunatamente le manifestazioni e le migliaia di bandiere esposte hanno dimostrato che la maggior parte della gente è contro la guerra, il problema è capire perché il volere di molti cittadini vale meno di quello di alcuni “politici”.

Una volta DEMOCRAZIA significava governo del popolo (dal greco demos “popolo” e kratia “potere”); oggi come oggi di DEMO conosciamo a malapena quei giochi NOUVELLE COUCINE, quei videogames che ti permettono di giocare fino ad un terzo del primo livello e che con delicatezza ti fanno capire che sarebbe meglio tu spendessi 200 Euro per continuare a giocare…e tu resti li con l’amaro in bocca (spero che questa espressione non sia interpretata come un non troppo mascherato inno all’alcolismo). Quindi, in conclusione: non so, le conclusioni tiratele voi, per fortuna c’è ancora la libertà d’opinione…anche se quei tre anni per Diffamazione!

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