Perchè Cervo?

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Molti chiedono: “Perché Cervo?” ; si potrebbe rispondere: “Perché no”, oppure “Perché si” ma la migliore secondo me è: “Che ne so”.

Il fatto è che nessuna delle persone che vivono in città capisce che il borgo medioevale che viene giù dalla collina è un luogo magico dove si può volare ed a volte sognare di volare; chiusi in una macchina in riva al mare o dalla chiesa alla luce dei cipressi sorseggiando una(due, tre, quattro, evvai) 66 cl “Ludiiiii assaggia se sono pepate le cozze”, “Maaa non posso”, “Scusate ma a volte non riesco ad estraniarmi dal reale totalmente”. “Per me si va nella città dolente, per me si va tra la perduta gente. Lasciate ogni speranza voi ch’entrate.”

Questo lesse Randolph M. quando entrò in paradiso, o era l’inferno, Mahhhh. Tutta la vita a leggere e tradurre C.Bukowski (tradurre il suo credo), di fronte a Lucifero rispose: “Chi è il pazzo? Chi si sveglia per una vita alle sette per andare a lavorare, si sposa una donna, ha dei figli che gli fanno girare le balle, oppure chi si rifugia nel suo IO più interiore e vive nei manicomi ( paradisi per illusi). Lucifero non rispose ma gli inflisse la pena di vedere le persone attraverso gli annunci mortuari di una città a sua scelta.

Era di Cervo e scelse per comodità quelli di Imperia. Avrebbe così potuto verificare se quello che si diceva approposito dei cinesi fosse vero, capire se i Cinesi Morivano oppure erano immortali grazie alla pinna di squalo (Mahhhh). Dopo alcuni giorni di penitenza notò come tante fossero le persone che si fermavano a leggere gli annunci, specialmente anziani probabilmente per vedere se amici di vecchia data fossero, volenti o nolenti, passati a miglior vita (Ma dove?……al mare dell’isola di Pintcarin forse).

Tutto questo fino al 12/12/00 quando Matteo da Genova arrivò di fronte alla bacheca degli annunci in piazza Dante; Randolph posò subito la bottiglia di Greco di tufo che stava bevendo e lo guardò, Matteo si voltò ed incominciò a scrutare la bacheca, non guardava la bacheca, guardava attraverso essa; i due sguardi si incrociarono… “Ludiiii assaggia se sono pepate le cozze”, “Maaa non posso”, “Scusate di nuovo ma a volte non riesco ad estraniarmi dal reale totalmente”.

Randolph per la prima volta da morto aveva freddo (e già era Dicembre); Matteo posò le mani in tasca ed a bassa voce sussurrò: “Ddddgammmene huunnn pgoooò anccche ahhaa Mmmeeehhe” ed estrasse dalla tasca sinistra un piccolo Gotto da passeggio, Randolph riempì il bicchiere ed il sorriso di Matteo a 31 e mezzo lo allietò: Per tutta la giornata non tocco più una goccia d’alcol.
Scusate la storia, la morale dovete trovala da voi, se riuscite; Nunez in “In culo al mondo” a pagina 127 descrive la reale condizione dell’uomo che bisboccia.

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