L’Anagrafe dei polli

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Vi ricordate il pollo della Cuki, quello che dopo innumerevoli peripezie giungeva sulla tavola di una famiglia medio-borghese ancora soffice e fumante? Bene, dimenticatelo (non me ne voglia il signor Cuki, la sua carta argentata conserva il pastone come nessun’altra sa fare) il pollo è ormai tabù nonostante il governo, in una nota informativa del Ministero della Salute, dichiari “Il virus (dell’influenza aviaria) […] viene completamente distrutto durante le procedure di cottura degli alimenti”.

Quindi basta pollo thailandese, basta tacchino turco, basta anatra rumena, basta piccioni viaggiatori (gli uccelli migratori costituiscono il serbatoio naturale dell’infezione) meglio una bella fiorentina da qualche giorno riabilitata dagli addetti al lavoro. Per impedire l’introduzione della malattia nel territorio comunitario la Commissione Europea ha vietato l’importazione di carne di pollame e prodotti derivati, l’importazione di uccelli ornamentali e da voliera da tutti i paesi interessati dall’epidemia e la trasmissione dei cartoni animati di Duffy Duck.

E non è tutto, perché dal 28/08/2005 a seguito di un’Ordinanza del Ministero della Salute in Italia e di conseguenza anche nel nostro comune è obbligatorio recensire il pollame. I trasgressori saranno “spennati”.

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